Un nuovo test point-of-care (POC) risulta più sensibile per la diagnosi della TBC nei pazienti ricoverati in ospedale con Hiv rispetto a quanto dimostrato dalla performance dell’unico altro test POC attualmente disponibile per questa applicazione, a fronte di una specificità analoga.
Secondo ClaudiaDenkinger della FIND di Ginevra, che ha sperimentato il nuovo sistema su 968 soggetti, considerata la maggiore sensibilità ed il design rapido del test, esso ha il potenziale di trasformare la diagnosi della TBC nei pazienti ospedalizzati con Hiv, e potenzialmente anche per i soggetti con Hiv della popolazione generale.
La TBC rappresenta la principale causa di mortalità infettiva nel mondo, ed è una delle principali cause di morte nei soggetti con Hiv.
Il WHO ha indicato i test non basati sull’espettorato come un’urgente necessità clinica insoddisfatta. Il vecchio test POC presenta una sensibilità del 45% nei soggetti con Hiv, ma esso è maggiormente sensibile in presenzan di una conta CD4 non superiore a 100 cellule/microl.
Per quanto la sensibilità sia bassa, questo test riduce effettivamente la mortalità nei soggetti con Hiv, ed il WHO lo raccomanda per i pazienti con Hiv immunocompromessi o in condizioni gravi.
Il nuovo test arriva ad una sensibilità del 70,4%.
I dati suggeriscono che, se implementato nella pratica clinica e collegato ad un trattamento appropriato, il nuovo test potrebbe salvare delle vite consentendo una diagnosi precoce della TBC associata all’Hiv in un’ampia proorzione di pazienti ricoverati.
Comunque alcuni esperti osservano che, come accaduto con il test precedente, l’appoggio del WHO e l’inclusione del test nell’elenco degli esami essenziali non si traduce necessariamente in una sua rapida diffusione.
Allo scopo di salvare realmente delle vite sono necessari studi di implementazione e modelli allo scopo di fornire una guida migliore per i programmi nazionali sulla TBC. (Lancet Infect Dis online 2019, pubblicato il 30/5 https://doi.org/10.1016/S1473-3099(19)30001-5)



